FASCIA

Negli ultimi 10 anni sempre più studi hanno dimostrato che la FASCIA  svolge un ruolo fondamentale sia nella regolazione del gesto motorio, sia nell’insorgenza delle patologie di carattere muscolo-articolare.

Una fascia, in anatomia, è uno strato di tessuto fibroso,  è una struttura di tessuto connettivo che ricopre i muscoli, gruppi di muscoli, vasi sanguigni e nervi, unendo alcune strutture, mentre permette ad altre di scivolare delicatamente una sull'altra.
Vari tipi di fascia sono costituiti da strati distinti, a seconda delle loro funzioni e della loro localizzazione anatomica: fasce superficiali, fasce profonde e sottosierose (o viscerali) si estendono ininterrottamente dalla testa alla punta delle dita del piede.

La  FASCIA è un organo, a molti sconosciuto, fino a poco tempo fa dimenticato, poco studiato, da qualcuno considerato troppo semplicemente solo come un tessuto che ricopre ed avvolge i muscoli.

La FASCIA in realtà è molto di più: simile ad  un' unica “rete”, presente sotto la pelle da cima a fondo del nostro corpo, avvolge, sostiene, separa, unisce, protegge, fornisce coesione ad  ossa, organi, muscoli, nervi, vasi, si espande all'interno del muscolo fino a livello cellulare e partecipa attivamente al gesto motorio.

Uno degli aspetti più rilevanti è il fatto che la fascia metta in connessione i muscoli tra loro, ovvero che vi sia una sostanziale continuità della fascia profonda lungo le varie catene cinetiche. All’interno del corpo umano vi è infatti una continuità intermuscolare, in quanto statisticamente solo il 63% dei muscoli si inserisce a livello del periostio, mentre il restante 37% si ancora sulla fascia di altri muscoli. Questo significa che oltre un terzo dei muscoli del corpo è in continuità biomeccanica e istologica grazie alla fascia. In questo modo, la contrazione di alcuni muscoli va ad interessare quelli della stessa catena, favorendo la coordinazione motoria.  Quella che un tempo si pensava fosse solo una struttura di avvolgimento, si è visto pertanto avere una funzione molto più ampia. La principale e più importante funzione ai fini terapeutici e riabilitativi è quella di scheletro attivo del corpo.Nel corpo umano possiamo infatti distinguere uno scheletro passivo e uno scheletro attivo. Lo scheletro passivo è quello osseo, preposto all’assorbimento e alla trasmissione della forza gravitazionale e delle forze di carico sviluppate dai muscoli. Lo scheletro osseo può essere definito come passivo in quanto il suo ruolo è quello di assorbire le forze di carico ed essere mobilizzato passivamente da queste. La fascia può essere interpretata invece come lo scheletro attivo del corpo. Analogamente alla componente ossea, anche la fascia è diffusa a tutto il corpo e funge da supporto strutturale per muscoli, sistemi e apparati. Tuttavia, a differenza dello scheletro passivo, non si limita ad assorbire e trasmettere le forze, ma è in grado di direzionarle e propagarle all’interno del corpo a seconda delle caratteristiche funzionali del movimento richiesto (figura  sotto).

La fascia è il vero organo armonico, una sorta di direttore d’orchestra del nostro corpo.

Molti fattori quali stress fisico o emotivo, traumi, sovrauso di un gesto motorio nello sport,  lavoro o vita di tutti i giorni, sport asimmetrici, errate abitudini quotidiane di postura a casa o al lavoro, errato regime alimentare, permanenza in condizioni ambientali sfavorevoli,  possono portare ad una densificazione della fascia ed un suo irrigidimento con conseguenti dolori, contrazioni, tensioni, rigidità,  limitazioni del movimento e disfunzione degli organi.

Riassumendo si può dire che ci sono tre principali fattori che irrigidiscono la fascia:
meccanico (sovrauso, errata esecuzione di movimenti)
chimico (alimentazione)
psico - fisico (stress, emozioni - freddo).

A cosa serve e che cos'è la fascia connettivale ( tessuto connettivo)?
Pensiamo ad un robot di ultima generazione: la struttura portante e le articolazioni sono molto simili al nostro scheletro ed organi meccanici rimpiazzano degnamente i nostri muscoli e legamenti. C'è però ancora una grande differenza tra uomo e robot :  l'armonia dei movimenti.

Al robot manca la fascia connettivale!
La fascia connettivale superficiale è una membrana che si stende su tutto il corpo e ne riveste circa il 70% in un' unica "rete" dalla testa ai piedi, ed è presente dalla nascita alla fine della nostra vita. Il tessuto connettivo costituisce circa il 16-20% del peso corporeo, immagazzina il 23% del contenuto totale di acqua ed è un componente anatomico particolarmente rilevante nella determinazione della postura di ognuno di noi. Non esiste una zona del corpo senza la presenza di tessuto connettivo.
Le considerazioni più intriganti della fascia sono state fatte dopo che si è capito che essa partecipa attivamente al gesto motorio.  Il cervello non controlla da solo tutte le variabili che ci sono in un gesto motorio. Queste variabili possono essere coordinate dalla fascia che si espande all'interno del muscolo e riceve la contrazione della singola fibra muscolare.

 

Pìù questa membrana è tesa e meno coordinati saranno i movimenti. 
Benchè con l'apporto della ricerca la situazione stia cambiando rapidamente, la stragrande maggioranza del pubblico basa ancora la sua opinione riguardo alla struttura ed al movimento sulla limitata idea che " i muscoli sono attaccati alle ossa" .

 

 

La fascia dal vivo  !!

Link video 1 (http://www.miofasciale.it/fascia-e-rilascio-miofasciale.php)

 

Traduzione:
Vorremmo presentarvi un'aspetto unico del corpo umano che fino ad ora ha ricevuto poca attenzione. Il tessuto di cui parleremo è simile ad una rete, che riveste ogni organo e muscolo. Utilizzando una videocamera speciale un chirurgo francese è stato in grado di riprendere questo tessuto ad un'eccezionale risoluzione.Fino ad oggi si pensava che fosse solo una copertura, ma recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che è molto di più e può essere anche una fonte di dolore per il corpo. Il macellaio taglia questo tenero tessuto avvolgente che nel corpo umano è stato per molto tempo sottovalutato. Questa meraviglia si chiama Fascia ed è ciò che ci tiene assieme. Un tessuto connettivo che ora sta attirando l'attenzione degli scienziati. La fascia gioca un ruolo fondamentale nella trasmissione muscolare della forza, ed è un organo sensoriale, veramente uno dei più ricchi ed importanti dal punto di vista della percezione del corpo. Alcuni fattori provocano disfunzioni a livello fasciale con conseguenti dolori cronici.Anche quando rimossa dal corpo la fascia ha dimostrato di avere la capacità di contrarsi e rilassarsi in modo indipendente.Per gli scienziati dell'Universita'  di Ulm, nella Germania meridionale, questa e' una precisa indicazione che tensione e dolore possono aver origine nella fascia. Il sistema della fascia è presente in ogni muscolo e organo e partecipa in ogni movimento del corpo, contiene nervi e vasi sanguigni; il tessuto è attraversato da un fluido che permette a questa rete di funzionare in modo idraulico.La fascia puo' formare adesioni, subire rotture e produrre contratture tessutali complesse. Per portare una fascia molto contratta a rilassarsi di nuovo possiamo intervenire con massaggi manuali. Poiché questo tessuto si trova subito sotto la superficie della pelle può essere manipolato dall'esterno;  il metodo di integrazione strutturale (Rolfing®) è un tipo di manipolazione che usa la pressione sul corpo ed è indicata in particolare per problemi e dolori al collo ed alle spalle ed altri di origine muscolo. Questa tecnica molto spesso aiuta quando c'è la presenza di disordini di tipo muscolo-scheletrico, sensazioni di rigidità e quando si ha la tipica sensazione di essere "bloccati".  I professionisti del Rolfing utilizzano tecniche manuali per migliorare  il funzionamento della fascia e sono molto esperti nel lavorare in questo ambito.

 

La fascia ed il concetto di "Tensegrità"

Link video 3

Spiegazione:
Nel prossimo video Tom Myers (www.anatomytrains.com) ci spiega molto semplicemente, con l'ausilio di un modellino, il concetto di "Tensegrità".  Abbiamo interpretato le parole del suo video in questo modo:

"....la maggior parte di noi pensa al nostro corpo come ad una struttura simile a quella di una costruzione in cui i mattoni sono uno sovrapposto all'altro per formare i vari piani. Così crediamo che lo scheletro sostenga una struttura a blocchi in cui la testa è sopra il collo, che a sua volta è sopra alle spalle, al torace, all'addome, al bacino e così via. Il tutto considerato come un sistema di continua compressione dall'alto verso il basso. In realtà non consideriamo che senza la presenza dei tessuti molli l'intero scheletro cadrebbe a terra. Il modellino che ci presenta è un insieme di bastoncini tenuti insieme da alcuni fili elastici. La particolarità sta nel fatto che i bastoncini creano una struttura anche se non si toccano tra di loro. Il nostro corpo è molto simile a questo modellino in quanto se eliminiamo i tessuti molli (gli elastici) tutte le ossa cadono a terra. Siamo abituati ad immaginare il nostro scheletro in piedi, come lo vediamo nei modellini di anatomia, ma le cose non stanno affatto così. Le ossa sono sorrette dai tessuti molli così come gli elastici tengono insieme i bastoncini. Ma il concetto più importante che il modellino ci insegna è che se si  sposta o tira il capo di un bastoncino, automaticamente si crea una deformazione dall'altro lato. Così succede anche nel nostro corpo: se per qualche motivo si crea un accorciamento in un lato, automaticamente portiamo in tensione molte altre zone collegate e ciò può provocare dolore.
Così è possibile avvertire un dolore al collo, ma in realtà la causa è il fondo schiena. Alcune tecniche vengono utilizzate per per portare le ossa nella loro giusta posizione, ma spesso posture, traumi, lesioni di vecchia data modificano i tessuti molli in tale modo che ben presto tendono a riportare le ossa fuori posizione. Quindi, ove possibile, ciò che bisognerebbe fare è rimettere a posto l'intero sistema miofasciale del corpo così che le ossa possano rimanere a posto.....

 

Altri link:

http://www.projectinvictus.it/la-miofascia-verso-una-visione-olistica-del-corpo-umano/

 

 

 

Esempio di Catene Muscolari di ThomasMayers


La catena superficiale posteriore influisce su postura e movimentosul piano sagittale.


La catena miofasciale superficiale frontale bilancia la catena superficiale posteriore riguardo postura e movimento sul piano sagittale e protegge gli organi addominali.


La catena miofasciale profonda frontale assume un ruolo prioritario nel supporto di postura e movimento.


La catena laterale influenza postura e movimento sul piano frontale(es. sbilanciamenti laterali in flessione).


La catena miofasciale a spirale (dx e sx) contribuisce a influenzapostura e movimento su tutti i piani.


Le catene miofasciali degli arti superiori dato il loro peso (sono appesi al cingolo scapolo omerale) e le loro molteplici attività influenzano postura e movimento.


Le catene miofasciali funzionali sono perlopiù superficiali e stabilizzano posture non di riposo e movimenti complessi (es. gesti sportivi).